giovedì 28 gennaio 2010

IL PROFETA ....E LA GRAMIGNA !!!

Michele Nista
Meglio morto che sotto i mafascisti, i nazicamorristi, i fasciondranghetari Berluscones e Padanazistones ( ossia la feccia piu' estrema di chi dittatura l'Italia al momento, a botte enormi di discriminazioni, complotti e incitazioni all'odio). Do ora a quando verro' a mancare, fosse anche solo tra un secondo, saro' come l'erba selvatica: tagli qui, spunta li, li, li, li
Mi vedo con Charles di Me.rill L.nch, mio carissimo conoscente della City da un decennio e passa e che mi dice? " Michael, Michaeluzzeddu, you know what they say bout Mafiaset, ops sorry, Mediaset? they say they issued big bonds ( 300 mlns) cause they can't wash as easily as before mafia money, since they are very afraid of new Spatuzza's declarations; lot of people say Mafiaset, ops, re sorry, Mediaset, isseud thoose 300 mlns bonds, not, to conquer South America, via Spain, but ...cause Mafiaset, ops, sorry again and again, Mediaset, cuold be the brand new Parmalat". So' benissimo che parlate e scrivete inglese meglio di me, in ogni caso, nella City si dice che Mafiaset, sto proprio invecchiando, che sbadato, Mediaset, assomiglia sempre di piu' alla Parmalat di Tanzi; che ha molta piu' paura di una volta a finanziarsi dalle parti di Corleone, Locri, Napoli quartiere di Scampia, Bari vecchia, Bogota', Citta' del Messico, Istanbul, San Pietroburgo e dintorni, e quindi, per questo, chiede cash al mercato; il titolo sta crollando oggi, rispetto all'indice; io gia' parlai di Mafiaset, aaargh, sorry bout that, Mediaset, potenzialmente nuova Parmalat di Tanzi, presso Barrai, circa un anno fa; se il tutto si avverasse, sarebbe la piu' bella " simil profezia" della mia vita; potrei morire anche solo un secondo dopo, felicissimo. E quelli che ci lavorano? Li sistemeremo insieme agli ottimi manager Sergio Marchionne, Alesssandro Profumo e Luigi Bazoli ( con il tutto, ovviamente, coordinato, dal prossimo Presidente del Consiglio italiano: Mario Draghi.....; i love to provocate maf..ascisti Berluscones). Paolo Barrai, come al solito, per la sedicesima volta in soli sei mesi ( come sottolineato dal grande William sul suo blog: silvioberlusconiassassino.blogspot.com) mi ha copiato la visione sui mercati, l'altro ieri. Scrissi qui, di non comprare a inizio settimana ( e lui, come al solito, ha fatto da fotocopia man, anzi, da fotocopia ominicchio man), e infatti, ora, tutto sta scendendo ancor di piu'. Se pero', il Dow Jones, bucasse il 9.700.....
Michele Nista

mercoledì 27 gennaio 2010

BENTORNATO

Cari amici Michele è tornato !!!
La sua generosità, il suo darsi totalmente e senza chiedere nulla in cambio, ha qualcosa di sensazionale.

PERCHE'

Vi domanderete, un blog nuovo quando c'è già il suo personale da Londra?

Bhè, il mio vuole essere soltanto un servizio a disposizione di Michele per dargli sempre più spazio visibilità e sostegno !!

Due blog a cui Michele si appoggiava...nonsiamopecoroni e un altro di cui ora non ricordo il nome, sono stati bloccati.

Io spero che oltre al mio nascano un'infinità di blog che lo sostengono per far sì che nessuno MAI possa sperare di mettere un bavaglio ad una voce libera e altruista (cosa assai rara di questi tempi) come è la voce di Michele !

Il blog porta anche il mio nome.

Non è per vanità o desiderio mio di supponenza.

E' stato Michele stesso a suggerirmelo in quanto Lui sa che io ho idee che Lui non condivide ...ma che, onestamente, Egli rispetta.

Io sono un ANTIPROIBIZIONASTA ultrastraconvinto che non possa esserci speranza di cambiamento se non si parte da una totale liberalizzazione e legalizzazione (ovviamente regolamentata) di tutto ciò che serve alla criminalità per ingrassare in modo smisurato le proprie casse.

Questo non vuole certo essere un incitamento a drogarsi e fregarsene degli effetti devastanti che le droghe producono nel corpo e nell'anima di un individuo. Cancellandolo. Rendendolo schiavo. Assuefacendolo. Trasformandolo. Emarginandolo. Clandestinizzandolo.Asservendolo al suo potere e al potere di chi, su questo, ha creato la sua inimmaginabilmente immensa fortuna.

IL DROGATO NON E' UN CRIMINALE MA BENSI' UN MALATO !!!

E in quanto tale va aiutato sostenuto e RECUPERATO !

il mio intento non è certo quello di aiutarlo a drogarsi sempre di più ma......
di sottrarlo alle grinfie dei suoi aguzzini
fargli sentire che non è solo
dargli la possibilità di emergere
offrirgli la possibilità di smettere
evitare che ceda al crimine commettendo lui stesso quei microreati che lo renderanno un reietto
salvaguardare la famiglia dalle angherie che la sua malattia lo porta a recare all'interno della stessa
liberare i giardini delle nostre periferie da chi vi spaccia e/o vi si droga...mettendo a repentaglio la stessa integrità e salute dei nostri figli

in poche parole.... con un unico colpo di spugna.....rendere lorsignori trafficanti

DISOCCUPATI !!!!

ho scritto di questo argomento sul blog soldi-sporchi...
e lì continuerò a scrivere per chi abbia voglia di affrontare l'argomento....

su questo blog invece


IL NOSTRO CARO MICHELE TROVERA' UN ALTRO MICROFONO PRONTO A PORTARE LA SUA VOCE ED IL SUO MESSAGGIO A TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'......

A presto


domenica 24 gennaio 2010

MICHELE NISTA 14-01-2010

Comincia una nuova avventura amici....

vi porterò la voce di un

..." Uomo onesto......Uomo Probo"

. Michele Nista: Qualsiasi cosa da scrivere mi sembra cosi' ipocrita, retorico, pero'....


Mi sento davvero scioccatissimo, strano, lacerato, senza parole ( ipocrisia zero e stra sottozero), a partire da ieri mattina presto, per cio' che e' successo ad Haiti. Vi passai tre settimane, circa, lo scorso luglio ( allorche' di Haiti non fregava a nessuno se non ai nemici/amici vicini della Repubblica Dominicana). Fu un'esperienza meravigliosa che mai e poi mai mi dimentichero'. Ho ricevuto dalla gente di quel paese miliardi di volte di piu' di quanto mai avrei potuto avere in mente, meglio ancora, nell'anima, di dare ( e anche qui, ipocrisia, stra sotto zero). Debbo dir la verita', sto scrivendo, ma non so' assolutamente neanche io cosa, e forse nemmeno il perche'. Diro' molto piu': non so' nemmeno da che parte iniziare, continuare, finire. Quando vi e' da " fotografare" il criminalissimo incravattato Silvio Berlusconi o da fare previsioni sui mercati finanziari e/o delle commodities, o da scherzare qua e la, le parole, le idee, di solito, mi escono a fiumi, spontaneissime, non preparo mai nulla, ma qui e' diversissimo, mi sento al momento come un bimbo di cinque anni e mezzo al suo primo compitino scritto. Mi sembra troppo simil viscidamente palese, scontato, retorico citare una qualsiasi cosa. Chiudo gli occhi, effettuo un forte sospiro, mi calmo il piu' possibile e provo a iniziare, pur se mi sembra di essere il peggiore scribacchino mai vistosi. La scorsa estate volli vedere alcuni paesi del continente americano ( nord/centro). Come ero in Repubblica Dominicana, uno Spirito fortissimo ( prendetemi per poco normale o meno) mi spinse ad andare ad Haiti. Mi attraeva il voler vedere il, nettamente, paese piu' povero del continente americano, nonche' terzo paese piu' povero al mondo. Avevo visto poche settimane prima, su una tv degli Usa, un uomo residente in California, raccontare la sua vita, di come i topi gli morsicavano i piedi nelle baracche di Haiti, ove era nato e cresciuto e di come poi era divenuto persona di moderato successo negli States. Avevo fatto il volontario in favelas di varie parti del Brasile, da su a Macapa fino a giu a Porto Alegre, come pure a San Jose di Costarica, Santo Domingo. Panama City, Montevideo e Buenos Aires, e avevo visto coi miei occhi bambini con occhi "perennemente terrorizzati" e la faccina bucata da morsi di topi enormi, che avevano reso detti stessi bimbi, giungere a un passo dalla morte ( Leptospirosis). Sentite le parole di quel ex poverissimo di Port au Prince volli subito andare in quella nazione, pur se tutti, americani e dominicani, mi dicevano che era follia pura fare cio', che era pericolosissimo, che era andare dritto dritto incontro alle braccia della morte, o quasi, raggiungere quel paese. Vi e' ( stranamente) ancora un post nella rete: "Michael Nista per la sua non profit company ad Haiti..." a ricordo di quegli inidimenticabili giorni. Piccola pausa e presto di ritorno. Michele Nista
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Presi quindi il bus da Santo Domingo e iniziai a portarmi alla citta' di confine tra Rep Dominicana e Haiti: Dajabon. Internet diceva che trattasi di uno dei posti piu' pericolosi al mondo intero. La mia " capapazza" appena legge queste frasi, subito diventa attrattissima dal andare in detti determinati luoghi. Nel 1992 andai ad Harlem e nel Bronx, anche alle tre di notte, in autobus, in metro, proprio perche' mi dicevano che era la cosa piu' pericolosa mai a farsi ( e infatti per rischiare rischiai, ma ...). Nel 2000 andai in una delle zone piu' pericolose di Buenos Aires, vicino a Claypole, mentre imperversavano anche i morti, a seguito della crisi finanziaria di quel paese. In Brasile mi dicevano: " mai e poi mai inoltrati da solo in una favela, capito (?), maaaaaaai". Appena mi dicevano cosi', la mia fissa diveniva subito andare in una favela e solo, senza guide. Lo facevo subito. Andai nella Rocinha in solitudine, a piedi, a Rio de Janeiro, mentre uno che mi aveva accompagnato in macchina fino a vicino alla Rocinha stessa, guardava esterrefattissimo, e subito prendeva e tornava " verso la civilta'" del centro citta', e pure semi sgommando. Feci lo stesso nell'andare a trovare dei sacerdoti italiani lavoranti presso la super assassina favela di Heliopolis di Sao Paulo, tra gli occhi larghissimi, sconcertati, di chi li mi aspettava, che subito mi simil urlava: " mi vuoi dire che sei venuto qui da solo, e come hai fatto, ma sei davvero tu, in carne e ossa, sei normale o..."? Per raggiungere favelas di Belem o Macapa', nel meraviglioso, e per me, mai dimenticabile nord del Brasile, invece, assolutamente, fui accompagnato, essendo che li, di autobus, non ve ne era e penso, ancora e', manco mezzo ( forse). Torniamo al focale. Mi trovo nella citta' poverissima di Dajabon. Incontro una giovane donna di Haiti, che lavorava presso l'Ospedale locale, che si offre di accompagnarmi ( e, per quel che riguardava la sua parte, anche a sue spese; senza alcun secondo interesse) nella sua citta' natale di Capo Haitienne ( la prima principale, entrando in Haiti da Dajabon). Mi sembra un segno del destino, della Provvidenza e pur se con non poco timore, decido di "avventurarmi". Mi ricordo che scrissi sul blog di Barrai, dieci minuti prima di attraversare "l'indimenticabile" confine di Dajabon: " sto per fare una cosa che fa piu' effetto di 477747747 Guttalax, se tornero' vivo, poi, ve ne scrivero' ( ed ero spontaneissimo nel citare quelle parole... da ogni punto di vista)". Mi ricordo che appena giunto al confine, volevo subito tornare dietro, subito. Se non era per la sicurezza che mi ispirava l'amica che mi stava accompagnando, lo avei fatto. Appena entri in Haiti, subito ti saltano addosso decine e decine di ragazzini seminudi, che ti chiedono un dollaro qui, un dollaro li, vuoi per un motivo o per l'altro, ti strattonano, ti tirano i vestiti, i pantaloni, la giacca, la camicia, la valigia, le mani, ect ect. Pensai: " qui finisco morto anora prima di entrare nel paese" e subito dissi alla chica che mi accompagnava: " vamos atras, vamos, linda, vamos atras". Ma il suo ridere difronte a queste mie classiche reazioni alla Alberto Sordi, i suoi sorrisi, mi diedero il coraggio e la forza di proseguire. Arrivati alla dogana di Haiti, avevo capito che il personale del luogo, avrebbe trovato qualsiasi scusa per..........( ci siamo capiti).. Anche li, la presenza di quella spontanea amica fu fondamentale ad evitare abusi ( il giusto al giusto). Per andare al punto, passai una settimama a Capo Haitienne, tornai in Rep Dominicana, ma la nostalgia di Haiti era cosi' forte, impressionante, instoppabile, che presi e ritornai di nuovo in detta nazione, appena due giorni dopo averla lasciata e vivetti coi piu' poveri, con le loro sempre presenti quasi disumane ristrettezze, nella citata Capo Haitienne, nella straziatissima Gonaives, ove un'inondazione aveva ucciso migliaia di persone, non tanti mesi prima, e ove il tonfo acre dei cadaveri di esseri umani e animali, qua e la, sottoterra ( e non nei cimiteri), ancora si sentiva. Le strade di Haiti sono impercorribili, sono un insieme infinito di buchi. Vai in macchina, la tua prostata soffre da pazzi, salta, quasi. Le case son quasi sempre senza energia elettrica, quindi, raramente possono in quella nazione mangiare cibi freschi. I bagni non hanno mai acqua, e quindi e' sempre, quasi impossibile, lavarsi. E' impossibile andare a un wc. A Port au Prince le strade son stracolme di pattumiera, si cammina sulla pattumiera, tra toponi mastondontici, toponi alla Berlusconi ( e gli assomigliano non poco; e non solo esteticamente; fate attenzione e...). E la gente a fronte di tutto cio' e perennemente rassegnata, zitta, triste ma zitta, sa' che se parla troppo perde subito il lavoro, azni, viene uccisa e fatta sparire. Infatti, appena tornai a Londra, scrissi: "Italia di Berlusconi, Haiti d'Europa". Piccola pausa, and soon back. Michele Nista.
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Don Jean, con cui feci il volontario a Gonaives e Port au Prince, non mi risponde al telefono o via e mail, lo faceva fino a Natale scorso, con una gentilezza e umanita' incantevole. La bellissima, dolcissima, intelligentissima Florida, con cui ebbi momenti umanissimi, sensibilissimi, indimenticabili a Capo Haitienne, pure non mi risponde, lo faceva fino a Natale scorso anche lei. Lo stesso con altri volontari che conobbi pure a Capo Haitienne e Port au Prince. Spero tanto che il Creatore li abbia voluti tenere in vita. Il mio cuore e' davvero ad Haiti, in questo momento, ma non solo in questo momento, un po' lo e' dall'estate scorsa. Penso che presto tornero' in quel paese. Non sono un chirurgo, non sono un infermiere, non sono un muratore, ma il mio cuore, la mia buona volonta', il mio voler ricompensare, lo mettero' a disposizione. Grazie a tutti voi per aver eventual mente prestato una qualsiasi attenzione, e donate indumenti, cibi a lunga conservazione ( meno, soldi, che in questi casi vengono quasi sempre tutti ladrati, odio l'ipocrisia, sempre; vidi tanti di quegli enormi pacchi di riso regalati dal Governo Usa e Governo Italiano, di gran lunga i due Governi piu generosi con Haiti, finire in case e ristoranti di ricchi, e non in baracche di poveri, quasi senza alcun cibo, che mi fece una rabbia....), al degnissimo, umanissimo, gentilissimo, fierissimo, fortissimo, dignitosissimo, orgogliosissimo, dolcissimo, sofferentissimo, tormentatissimo popolo di Haiti.
Un abbraccio vero, Michele Nista.